Ultra Limites

Ultra Limites

Un’iniziativa della Sezione Estero ex-Allievi Scuola Militare “Nunziatella”.

Ultra limites si pone un semplice obiettivo: fare sentire la voce degli ex-Allievi “oltre confine” a giovani Allievi ed ex-Allievi residenti in Italia attraverso l’organizzazione di momenti di incontro – con scadenza almeno annuale – il cui messaggio è:

<<nessun limite per chi si applica con impegno e determinazione>>


Prima conferenza “Ultra Limites”

Scuola Militare Nunziatella, Venerdì 14 Ottobre 2016

Proponente
BevilacquaVincenzo Bevilacqua 94-97, dopo la Nunziatella studia Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino. È attualmente Team Manager del Gruppo Simulazione Motori presso Porsche Engineering Services a Stoccarda Germania. Il gruppo è responsabile tra le altre cose della simulazione fluododinamica del motore della 918 Spyder, auto da 33 km con un litro e detentrice del record sul giro sul leggendario circuito del Nuerburgring e della 919 Hybrid, vincitrice della 24 Ore di Le Mans e del Campionato Mondiale Endurance nel 2015.    Porsche

Relatore
PePerryrry McCarthy, ex-pilota di Formula Uno, scrittore di successo. Personaggio di rilievo nel mondo dei motori a livello internazionale, ha impersonato il primo pilota mascherato, dall’identità segreta, “The Stig” nella trasmissione televisiva inglese “Top Gear”, il programma di motori di maggior successo mondiale con un’audience globale stimata in 350 milioni di telespettatori.


Perché?

Ultra Limites vuole offrire un’opportunità di riflessione ai giovani Allievi sulla vastità delle opportunità che un mondo sempre più “globale” mette a disposizione a chi le sa cogliere.

Il settore delle gare automobilistiche d’élite rappresenta un modello estremo di selezione, e Perry il simbolo di come tenacia e capacità di imparare dai propri errori siano importanti almeno quanto la preparazione tecnica.

E se è vero che il pilota di vetture sportive è forse quanto di più lontano possa esservi nelle prospettive di un Allievo della Nunziatella, l’ingegnere Vincenzo Bevilacqua 94-97 – che con Perry e altri protagonisti dello sport automobilistico lavora quotidianamente – personifica il ponte che unisce queste realtà, aprendo la visuale ai vasti orizzonti del potenziale.


Perry McCarty: una vita oltre i limiti

flat out

La storia personale di Perry è emblematica di quanto la determinazione e l’autoironia permettano di realizzare, anche se tra mille difficoltà, qualsiasi sogno.

Nato a Stepney, un distretto dell’area metropolitana londinese, il 3 Marzo 1961, McCarthy è stato sempre affascinato dai motori e dalla velocità.

Figlio di una famiglia benestante ma non ricca, ha svolto lavori di verniciatura sulle piattaforme petrolifere del Mare del Nord, al servizio dell´azienda di famiglia, per raccogliere i fondi necessari alla carriera di pilota, una carriera costellata da alcuni successi ma anche da molti incidenti.

Dopo avere finito il campionato di Formula Ford 1600 inglese nel 1983, Perry si cimenta nella Formula 3 scontrandosi e a volte vincendo contro piloti dal calibro di Damon Hill e Eddy Irvine.

La grande occasione della carriera di Perry si presenta nel 1992, quando, su suggerimento di Bernie Ecclestone, viene ingaggiato da una squadra di Formula 1, l’Andrea Moda. Sfortunatamente per Perry questo team rimarrà alla storia, a detta di molti esperti, come “il team peggio organizzato e piú maldestro ad aver partecipato al campionato di Formula 1”.

Il team Andrea Moda, fondato nel 1991 da Andrea Sassetti, trentunenne imprenditore marchigiano nel campo delle calzature, nasce come veicolo di promozione della sua azienda. Dopo aver comprato le attrezzature e i materiali del team Coloni fallito per mancanza di fondi e risultati, l’Andrea Moda è pronto ai nastri di partenza della stagione 1992.

A questo punto comincia un’avventura tragicomica ricca di episodi buffi, come i test privati nel parcheggio di un supermercato prima del Gran Premio del Brasile o le prequalifiche effettuate con gomme da bagnato nonostante il sole battente nel Gran Premio di Gran Bretagna, scelta quest´ultima effettuata per mancanza di fondi e commentata da Andrea Sassetti così: “ognuno in guerra ci va con le armi che ha”.

L´avventura di Perry si conclude nel Gran Premio del Belgio dopo la discesa in pista a tentare di qualificarsi con un piantone dello sterzo danneggiato e non sostituito… anche questa volta per mancanza di fondi. Fortunatamente Perry, accortosi del danneggiamento poco prima di affrontare (e probabilmente perire nello scontro) la famosa e pericolosissima curva dell´Eau Rouge, si rifiuta di gareggiare.

Andrea Sassetti viene arrestato nel box del Gran Premio successivo per una accusa di frode e il team squalificato per aver “danneggiato la reputazione dello sport”.

Oltre ai disastrosi risultati, la stagione in Formula 1 comporta per Perry spese di entità tale da costringerlo a vendere la casa tra enormi sacrifici.

Questi avvenimenti, commentati con la frase “Dick Dastardly è stato più fortunato di me” sono al centro dei capitoli più interessanti della autobiografia “Flat out, flat broke”.

Le avventure motoristiche di Perry vengono continuano negli anni successivi, con le partecipazioni a gare prototipi nel campionato americano con la Panoz Esperante e, soprattutto, alla 24 Ore di Le Mans.

Per dare un’idea della fortuna di McCarthy in quest’ultima competizione si può citare il fatto che dal 2000 al 2014 la Audi ha collezionato 13 successi, cioè ha vinto sempre ad eccezione delle edizioni 2009 e 2003, quando la Audi ufficiale del Team UK affidata a Mika Salo, Frank Biela e Perry McCarthy si è fermata al giro 28 senza benzina (Frank Biela non era rientrato ai box nel giro precedente).

Parallelamente a queste competizioni, Perry McCarthy ha partecipato, nel ruolo del pilota mascherato (e dalla identitá segreta) “The Stig” nella trasmissione televisiva inglese “ Top Gear”.

Dopo una vita trascorsa a dimostrare, in primis a se stesso, come il successo si conquista con il sudore e l’estrema dedizione, oggi McCarthy gira il mondo raccontando la sua storia come motivational speaker.


Riflessioni sul messaggio e sul relatore

La scelta del messaggio è stata ampiamente dibattuta tra numerosi ex-Allievi della Sezione Estero collegati in un gruppo online (whatsapp “Sezione Estero”).

Secondo il suo motto attuale, l’obiettivo della Nunziatella è di preparare gli allievi “alla vita ed alle armi”.

Questa preparazione non può limitarsi al fornire gli elementi formali (diploma, precedenza in accademia) necessari per intraprendere un carriera nel mondo militare o civile, ma deve comprendere anche la forma mentis necessaria ad affrontare in maniera matura le scelte che si presentano una volta finita la Scuola.

In quanto Sezione Estero, si è voluto dare esplicito rilievo alla possibilità di scelte “oltre confine”, auspicando di poter offrire un panorama più vasto circa le opportunità che si aprono ai giovani di un mondo sempre più “globale” e stressando l’importanza di saper supportare grandi ambizioni con altrettanto grandi tenacia e determinazione.

Nella scelta del relatore, al fine di rendere il messaggio credibile, si è cercato un personaggio che avesse sì raggiunto un certo grado di successo, ma anche affrontato cadute e superato difficoltà, costituendo pertanto un esempio di impegno e non di sola fortuna.

Al fine poi di rendere visibile la connessione tra l’evento e la Sezione Estero si è concentrata l’attenzione su un personaggio non Italiano, capace anche di stimolare i giovani nell’applicazione di una lingua, l’Inglese, studiata a Scuola e di larghissima diffusione in ambito sia accademico sia aziendale.


Il gruppo di lavoro per la proposta McCarthy

Questa iniziativa, nata in seno al gruppo whatsapp Sezione Estero, è stata messa a punto a seguito di un coordinamento a tre livelli:

  1. Il promotore Vincenzo Bevilacqua 94-97
  2. Il comitato Ultra Limites, composto dagli ex-Allievi Sergio Piazzi 73-76, Gabriele Albarosa 84-87, Carlo Volpe 94-97
  3. Gli ex-Allievi che si sono messi a disposizione per sponsorizzare Ultra Limites.

Gli Sponsor dell’iniziativa Ultra Limites

Gli ex-Allievi nella lista a seguire hanno creato un fondo a supporto dell’iniziativa Ultra Limites con quote individuali di almeno €100.

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