Nunziatella………Eterno Amore!

Sono Alessandro Dentico, un ex-allievo della Scuola Militare “NUNZIATELLA”, attualmente impiegato in Iraq in qualità di Security Consultant. Recentemente, per hobby ho ideato e creato un Brand nel mondo dell’abbigliamento denominato “Usque ad Finem”, dal motto del mio corso (1994-97). Da tempo pensavo ad un’idea originale che potesse soddisfare tutti i “Fratelli di due Pizzi” e, contestualmente appagare il mio desiderio di realizzare un prodotto attinente all’interesse da poco coltivato.

In questo modo nasce la “Polo SMN”, un capo di ottima qualità prodotto in Italia e marcato Usque ad Finem. La Polo unisce l’amore per la nostra Madre Nunziatella e per l’Italia. La prima, rappresentata da uno stemma ricamato a mano e in color oro all’altezza del pettorale sinistro, raffigurante due spadini (idealmente appartenenti all’allievo del primo e del terzo anno), volutamente incrociati a voler testimoniare il sentimento di unione, spirito di corpo e continuità delle tradizioni di cui la Scuola si nutre. Al centro la scritta SMN che racchiude in 3 lettere l’infinita schiera di allievi ed ex-allievi accomunati dall’eterno amore per la Nunziatella.

 

 

La polo è disponibile nel solo colore blu scuro ed in tutte le taglie.

Modalità di pagamento mediante bonifico i cui dettagli saranno inoltrati dal sottoscritto in forma privata.

Costo 49 Euro di cui 4 euro devoluti alla Fondazione.

Spedizione a carico del sottoscritto inclusi costi.

Nunziatella e Eton: gemellaggio di giganti

Nunziatella e Eton: gemellaggio di giganti

La più antica Scuola Militare italiana e la componente militare del college inglese più noto al mondo danno il via ad un programma di scambio internazionale a favore dei propri cadetti.
Sono state giornate storiche quelle tra il 5 ed il 7 maggio 2016, in cui si è concretizzato il lungo lavoro di avvicinamento tra i due istituti di formazione.
 
La Nunziatella, fondata il 18 Novembre 1787 a Napoli, è la più antica Scuola Militare al mondo tra quelle attive senza soluzione di continuità. Durante i suoi 229 anni, ha accolto tra i suoi allievi nomi di prestigio quali il re Vittorio Emanuele III, il principe Amedeo d’Aosta, Enrico Cosenz, Carlo Pisacane, Mariano d’Ayala, Ettore Gallo, Ettore Pancini, Rolando Mosca Moschini, Arturo Parisi.
 
La Combined Cadet Force (CCF) è la componente a vocazione militare dell’Eton College, fondato nel 1440 come scuola preparatoria alle Università di Oxford e Cambridge. Eton ha prodotto ben 17 primi ministri tra i quali quello attuale, David Cameron. Tra i suoi allievi più recenti conta il principe William, erede alla corona d’Inghilterra, e suo fratello Harry.
 
L’avvio formale delle relazioni tra le due istituzioni è stato sancito dalla visita a Napoli del Tenente Colonnello Michael Wilcockson, Comandante della Eton CCF. Quest’ultimo, insieme alla moglie Alison, è stato ospite del Comandante della Nunziatella Colonnello Valentino Scotillo alla cerimonia del “Mak P 100” del 226° Corso. La visita ha avuto il suo momento culminante durante la cerimonia militare di “Consegna della Stecca”, che sancisce il passaggio di consegne tra gli allievi del terzo e del secondo anno della Nunziatella. Durante la cerimonia, il Comandante Wilcockson ha pronunciato parole di forte ammirazione nei confronti della scuola di Pizzofalcone, ponendo l’accento sulle tradizioni, radicate nei secoli, delle due Istituzioni, e sui valori comuni di Coraggio, Lealtà, Spirito di Servizio. Una curiosità: lo stemma di entrambe le scuole contiene l’immagine del giglio (“fleur-de-lys”).
 
La visita del Colonnello Wilcockson ha visto anche un incontro il Sindaco Luigi De Magistris presso il Municipio della città di Napoli.  Il Sindaco ha pronunciato parole di auspicio per il successo di questa iniziativa, osservando che essa ben si colloca nelle prospettive di sviluppo della Nunziatella in una scuola di respiro Europeo.
 
Entusiastico il supporto dell’Associazione ex-Allievi Nunziatella, guidata dal Presidente Sandro Ortis e rappresentata da un folto numero di ex-Allievi che hanno organizzato occasioni conviviali e turistiche affinché la coppia inglese potesse apprezzare al meglio le ricchezze gastronomiche e culturali partenopee.  Il Presidente Onorario Giuseppe Catenacci ha offerto numerose pubblicazioni utili a meglio comprendere lo spessore storico dei luoghi visitati.  
 
Il prossimo passo della collaborazione tra le due Scuole prevede, entro la fine di Maggio, l’invio di quattro Allievi ed un Ufficiale della Nunziatella al Collegio di Eton per una settimana intensa di attività di scambio che vedrà, tra l’altro, i giovani ospiti italiani partecipare al “Tattoo” (saggio militare) di fine corso dei cadetti inglesi di fronte a genitori e autorità britanniche.  Una prima occasione di crescita per entrambi gli istituti, che il colonnello Wilcockson ha ben esemplificato con la frase, mutuata dal motto di Eton, “Floreat Etona, floreat Nunziatella” – che Eton e la Nunziatella possano fiorire, da oggi insieme.

 

Di seguito la versione originale e tradotta del discorso pronunciato dal comandante Wilcockson nel cortile Vittorio Veneto della Nunziatella in occasione della cerimonia militare del Mak P 100 Venerdì 6 Maggio 2016:

 

(ENG)
Commandant, officers and cadets,
First may I thank you for inviting me to your parade and for your excellent drill and display of military skills. Secondly, it is my very pleasure to be here to mark the special relationship between our two great institutions. We share a great deal in common: we both have a long history; we both share the same values of committment, honour, courage and loyalty; we both aim for excellence in learning and endeavour. I would like to present you, Commandant, a small token of our new realtionship. It is our battaillon badge. On it you will see that like SMN we also have the symbol of the fleur-de-lys. Round the edge it says in Latin, “Floreat Etona” – may Eton flourish. May I also add, today, “Floreat Nunziatella”, may Nunziatella fluorish. May we both fluorish in our work and friendship together.

 

(ITA)
Comandante, ufficiali e cadetti,
vorrei in primo luogo ringraziarvi per avermi invitato alla vostra parata e per l’eccellente addestramento e dimostrazione di capacità militari.
In secondo luogo, è un grandissimo piacere per me essere qui per rimarcare la speciale relazione tra le nostre due grandi istituzioni. Abbiamo moltissimo in comune: entrambi abbiamo una lunga storia; entrambi condividiamo i valori di impegno, onore, coraggio e lealtà; entrambi tendiamo all’eccellenza nell’imparare e nell’impegnarci. Vorrei offrirle, Comandante, un piccolo segno della nostra nuova relazione. E’ lo stemma del nostro battaglione. Su di esso vedrà che, come su quello della SMN, anche noi abbiamo il simbolo del fleur-de-lys. Intorno al bordo c’è scritto in latino “Floreat Etona”- possa Eton fiorire. Vorrei aggiungere oggi “Floreat Nunziatella”, possa la Nunziatella fiorire. Che entrambi possiamo fiorire insieme, nel lavoro e in amicizia.

 

 

‘O ggiuramento

‘O tiempo, passa e vola comm’a niente
Sentimmo sidece anne dint’ ‘o core
Ma annanz’ ‘o tale e quale ‘sto signore
Tene ‘e capille jànche a ciento a ciento

‘E rrughe, ‘o male ‘e rine (stu fetente)
Nu poco tutto ‘o cuorpo è nu dulore,
Poi arriva ‘o ggiuramento e in poche ore
Da tutto ‘o munno a Napoli :”Presente!”

Abbracci, baci, ‘a ggente ca se chiamma
Che fine haje fatto, a ccasa tutto bbene?
Sapite ch’amma fa’ come programma?

‘O trucco è chisto: nun fa’ stutà ‘sta fiamma
Ca vive dint’ ‘o core ‘e ll’ex allievi:
“‘O Nunziatello nun s”a scorda ‘a Mamma!”

Festa Galaxia ‘Delta Due’ – riflessione

Festa Galaxia ‘Delta Due’ – riflessione

(Per chi non conoscesse l’origine del nome, poiché festeggiamo i corsi entrati nell’anno ‘4’, delta è la quarta lettera greca. ‘Due’ perchè è il secondo Galaxia che organizziamo dopo quello del 2004 al Palazzo Reale di Napoli)

Londra, a Greenwich del meridiano zero (simbolo geografico della supremazia britannica) abbiamo celebrato la festa ex allievi per 10-20-30-40ennale, a pochi metri da quella che era l’accademia navale dell’impero.

Quando meno di un anno fa fu lanciata l’idea al nostro mini-raduno di Polla (SA) in casa Ritorto, fui inizialmente tiepido e sono rimasto sotto sotto scettico fino quasi al giorno della festa. Come si potevano celebrare la Nunziatella, i suoi corsi 74-77, 84-87, 94-97, 04-07 con un galà in un vascello inglese, a migliaia di km da Napoli e dalla nostra Alma Mater? Un’idea bizarra, un capriccio, quasi un sacrilegio da parte di ex allievi transfughi oltreconfine o disaffezionati al suolo patrio. Oppure solo una pragmatica esigenza di appoggiarsi sull’organizzazione made-by-Albarosa, mancando alternativa affidabile a Napoli.

Invece la sera alla festa ed il giorno dopo mi è diventato tutto chiaro, si incastra tutto. Mi ero sbagliato, è stata una grande idea fare il Galaxia là, e le motivazioni ideali che vi ho ritrovato mi sembrano più forti anche della stessa necessità di garantire la riuscita materiale dell’evento. Nè Gabriele, nè altri me ne hanno parlato, forse sono solo elucubrazioni frutto dell’alto tasso alcolemico post-festa…ditemi che ne pensate.

1) In primis, Londra e l’Inghilterra sono l’esempio migliore al mondo del saper coniugare tradizione e modernità, passato e futuro, dell’alimentare il proprio progresso con salde radici. Un modello, un messaggio: per chi tra noi ex allievi è impaludato in riti che non danno linfa a nuove cose. O per altri che accecati dalla modernità, dimenticano.

2) Fare la festa in una nave ferma: simboleggia un potenziale inespresso, oppure la fine di un viaggio e di un’avventura. A noi scegliere…

3) Fare la festa in una nave mercantile non militare. Un memento,: il business, il successo commerciale, la pecunia sono una stampella importante per sostenere le Istituzioni umane (incluse le scuole e quelle militari).

4) Andare alla porta accanto, quasi all’ombra del Royal Naval College. Una scuola militare terza, non Milano, non Napoli. Per ricordarci che non hanno senso contrapposizioni e rivalità.

5) Passare dal Palazzo Reale, dal golfo di Napoli a luoghi acquatici – l’acqua marrone del Tamigi – oggettivamente molto meno attraenti. Una lezione da tenere a mente: non bastano i doni della natura, serve impegno e sudore, così pure se parti svantaggiato puoi fare meglio, molto meglio, di chi è nato con naturale bellezza, o ricchezza.

6) Organizzare la festa da soli, senza nessun appoggio di amministrazioni o soldi pubblici, senza l’aiuto di questo o quel politico e funzionario. Altra lezione: possiamo non essere sudditi.

7) Dulcis in fundo, superare difficoltà logistiche e finanziarie di una scala enorme rispetto a giocare in casa. Un incoraggiamento: nihil difficile volenti. Nihil Albarosae et comitibus.

Dopo tutte queste riflessioni, alla domanda “ma dovevamo davvero venire fino a Londra per fare una festa?” possiamo rispondere in due modi diversi. In modo pessimistico pensando tristemente che la decadenza italica (e partenopea in particolare) ha preso una tal piega irreversibile che ormai non emigrano solo più neolaureati in cerca di futuro, ma anche tradizioni ed istituzioni orfane del passato. Un passato ignorato da chi dovrebbe preservarlo e valorizzarlo.

Possiamo altrimenti pensare in positivo ed ispirarci, prendere spunto dalla formidabile terra britannica che ci ha messo a disposizione un monumento navale per la nostra festa e riflettere su come fare qualcosa per invertire quel nostro declino. Riflettere su come rilanciare la Scuola. Riflettere su come migliorare il nostro stare insieme come ex allievi. Riflettere su come ottemperare sempre alla promessa di servire la Patria col cuore. Riflettere se e come andare a far capire ad Autorità locali/Stato Maggiore Esercito ed Ispettorato Scuole che esiste un patrimonio non messo a frutto di energie, sentimenti, passione (e potenziali clienti paganti) tra gli ex allievi sparsi in Italia e nel mondo. Fargli capire che insieme possiamo consolidare il Galaxia come evento ricorrente che dia lustro alle scuole militari e benefici al territorio che le ospita, farlo diventare la festa dei corsi che si ritrovano e che rinnovano i voti di servizio alla Patria presi a 18 anni.

I nostri interlocutori potrebbero non capire ma noi abbiamo il dovere di provarci. Fare appunto come qualcuno ha scritto sul Galaxia Delta Due: venire alla longitudine zero di Greenwich per ripartire.